60° DELLA TRAGEDIA DI BREMA

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60° anniversario della tragedia di Brema
Il 28 gennaio ricorrono sessant’anni dalla tragedia di Brema, una delle pagine più dolorose della storia dello sport italiano. Per il Comitato Regionale FIN Emilia-Romagna questa ricorrenza ha un significato speciale, perché tra quei giovani azzurri c’era Carmen Longo, figlia di Bologna, simbolo di talento, passione e purezza sportiva.
Il 28 gennaio 1966 un aereo della Lufthansa, partito da Francoforte e diretto a Brema, precipitò durante la fase di atterraggio. A bordo viaggiava una parte della giovane Nazionale italiana di nuoto, diretta a uno dei meeting internazionali più prestigiosi della stagione. Non ci furono superstiti. In quell’istante si spezzarono sogni, carriere e vite che avevano appena iniziato a sbocciare.
Bruno Bianchi (22 anni), Amedeo Chimisso (19), Sergio De Gregorio (19), Carmen Longo (18), Luciana Massenzi (20), Chiaffredo Dino Rora (20), Daniela Samuele (17) accompagnati dall'allenatore Paolo Costoli (55) e con al seguito il giornalista Nico Sapio (36),
Carmen Longo nata a Bologna il 16 agosto 1947, cresciuta nella Rari Nantes Bologna, era una delle più luminose promesse del nuoto italiano. Specialista della rana e dei misti, era già campionessa e primatista nazionale a soli 18 anni.
Carmen rappresentava lo spirito più autentico dello sport: impegno, sacrificio, entusiasmo e semplicità. Era una studentessa attenta e un’atleta determinata, capace di unire talento e umanità. La sua scomparsa colpì profondamente la città di Bologna, che da allora non ha mai smesso di ricordarla.
Proprio a Bologna, presso la piscina comunale che porta il suo nome, la “Carmen Longo”, il Comitato FIN Emilia-Romagna partecipa a una celebrazione commemorativa per ricordare Carmen e tutti i caduti di Brema. Un momento di raccoglimento e di memoria condivisa, per trasmettere ai giovani atleti il valore di chi ha indossato la maglia azzurra con orgoglio e passione.
Per la Federazione Italiana Nuoto, e per il Comitato FIN Emilia-Romagna, Brema resta un simbolo che va oltre il tempo. La Coppa Caduti di Brema e le iniziative commemorative non sono solo un ricordo, ma un impegno morale: quello di custodire la memoria di Carmen Longo e dei suoi compagni, affinché il loro esempio continui a vivere in ogni vasca, in ogni gara, in ogni giovane che si avvicina al nuoto.